Le ossessioni del design Italiano, inaugurato a Milano il Triennale Design Museum

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Blogosfere Style & Fashion è andata all'inaugurazione del nuovissimo Triennale Design Museum, che ha aperto le sue porte al pubblico lo scorso venerdì! Il progetto architettonico di restauro del Palazzo e di sistemazione e adeguamento del museo è di Michele De Lucchi.

In particolare l'elemento architettonico innovativo di Triennale Design Museum è il suo ingresso attraverso un ponte che permette al museo di essere al contempo all'interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione. Per il Triennale Design Museum la Triennale si è avvalsa della cura scientifica di Andrea Branzi.

Triennale Design Museum ha l'ambizione di essere fortemente innovativo. In genere nei musei ci si va una o due volte nella vita. Il programma, la sfida di Triennale è quella di far tornare il visitatore due volte all'anno.

A parlarci delle novità del Museo il Presidente della Triennale Davide Rampello, Roberto Formigoni, Presidente Regione Lombardia e Letizia Moratti, Sindaco di Milano.

Un museo non cristallizzato e statico, ma un museo dinamico. Capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate. Un museo con un ordinamento scientifico, ma anche con un approccio emozionale, che propone al visitatore un'esperienza coinvolgente e tale da innescare il desiderio di ripeterla altre volte.

Da una parte si sviluppa in un'ampia ricerca scientifica che racconti e rappresenti la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema "Che cos'è il design italiano?", da un idea di Italo Rota con Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi.

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Dall'altra il museo avrà uno spazio dove alcuni aspetti del tema avranno un approfondimento affidato di volta in volta a differenti curatori. I focus già individuati sono: dall'aprile 2009 La legione straniera; L'Editoria del design; I Materiali autarchici; Le gallerie d'arte e di design.

Per interpretare il primo tema è stato chiamato Italo Rota in qualità di Museum Eshibition Designer. La storia del Design Italiano sarà presentata non solo attraverso un paesaggio domestico di oggetti ma anche attraverso un contributo filmico-architettonico di Peter Greenaway (Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana) e di registi italiani che interpreteranno le ossessioni del design Italiano: Antonio Capuano, La luce dello spirito lampade, raggi, realtà immateriali, dal Barocco a oggi; Pappi Corsicato, Il super-comfort elaborazione problematica di comodità popolare; Davide Ferrario, La dinamicità dai Futuristi alla ricerca di instabilità, velocità, provvisorietà moderna; Daniele Luchetti, La democrazia impilabile alla ricerca di serialità, impilabilità, lavabilità; Mario Martone, Il teatro animista da Pompei agli oggetti di scena contemporanei; Ermanno Olmi, I grandi semplici dai Paleocristiani all'attuale ricerca di archetipi; Silvio Soldini, I grandi borghesi e la sacralità del lusso: come primo fondamento del consenso sociale attorno al Design italiano e alla sua memoria del lusso sacro dei Bizantini.

Al percorso si aggiunge un Teatro Agorà, uno spazio interamente realizzato in legno dove si svolgono dibattiti, convegni, presentazioni, eventi e performance artistiche. Un luogo fisico permanente, ma dai contenuti in continua trasformazione, dove arcaicità e tecnologia si combinano all'interno con legno ottenuto da cedri del Libano, all'esterno con un gioco di specchiature di alluminio e un sistema di illuminazione composto da 52 monitor.



A dirigere Triennale Design Museum è stata chiamata Silvana Annicchiarico che da 9 anni è il Conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano e che da 6 anni è responsabile del Settore Design della Triennale.

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