Elsa Schiaparelli e Diego Della Valle: rinasce il brand a Parigi, ambasciatrice Farida Khelfa

Una moda, quella di Elsa Schiaparelli, che solamente moda non è mai stata, la riapertura del più iconico tra i marchi, e il ritorno a vivere del mito di Parigi. Farida Khelfa sarà l'ambasciatrice del brand.

Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì.jpg


Una moda, quella di Elsa Schiaparelli, che solamente moda non è mai stata, piuttosto incanto a sfondo culturale, oggi pronto a tornare in scena. Nel 2007 l'acquisto dell'archivio e dei diritti, ora la riapertura del più iconico tra i marchi, e il ritorno a vivere del mito di Parigi.

Farida Khelfa: un'ambasciatrice che ne incarna oggi l'artistica egocentricità, la capacità di declinare l'avanguardia negli abiti, con altrettanta forza di carattere e precisa visione. "E' con grande entusiasmo ed orgoglio che ho scelto di rappresentare Schiaparelli. La prima designer che ha fuso arte della moda con la Haute Couture, ed ha ispirato così tanti designer fino ad oggi" commenta Farida.


Il 7 maggio, al Metropolitan Museum di New York, c'è stata la celebrazione del mito all'interno della mostra Schiaparelli and Prada: Impossible  Conversations. Dialogo allestito dal Costume Institute che mette a fuoco come la stilista fotografata da Man Ray e dipinta da Picasso avesse trascinato il Surrealismo tra le pieghe delle sue creazioni, inventando un universo mai più replicato.


A giugno, durante l'Alta Moda, l'inaugurazione della Maison Schiaparelli in Place Vendome. Nella residenza in cui la stilista dominava la scena degli anni Trenta e Quaranta, storico indirizzo rivisto in chiave contemporanea, però mantenendo il fascino degli atelier, nei quali sfileranno le collezioni.


A settembre la presentazione dello stilista, da febbraio 2013 i primi prodotti. Il nuovo universo Schiaparelli, composto da collezioni molto speciali ma allo stesso tempo riconoscibili, con una grande attenzione al mondo degli accessori, di cui Elsa Schiaparelli è stata inventrice e protagonista assoluta.  Fragranze e cosmetici di altissima qualità ne incarneranno il mito, nell'odierno. 


"Già d'ispirazione a grandi stilisti con cose eccezionali e assolutamente esclusive, ora Schiapparelli torna in scena, per essere una vera icona del futuro. Una traduzione fedele ma molto moderna inseguirà il vero obbiettivo dell'operazione: recuperarne il 'sogno' e tutta la sua modernità. Nessuna rincorsa ai tempi commerciali del mondo della moda, ma un lavoro che punti al meglio, nel gusto e nella qualità, con tutta la calma necessaria per farlo." commenta Diego Della Valle.


Nella cultura della moda Elsa Schiaparelli occupa un posto a sé. Assente ormai da più di 60 anni, continua ad essere una fonte d'ispirazione per i creatori,  che hanno fatto si che le sue invenzioni  non vengano dimenticate: la boccetta di profumo a forma di busto sartoriale, i tessuti stampati con ritagli di giornali, la miriade di farfalle che si posano a centinaia sui vestiti... e il suo rosa shocking che ormai ha smesso di scioccarci perché copiato da cosi tanti stilisti!


In gran parte dovuto al suo celeberrimo cappello a forma di scarpa, col tacco che punta verso l'alto, i posteri associano la Schiapparelli ai surrealisti. Ciò significa dimenticarsi troppo facilmente che questa influenza s'intreccia, nel suo caso, con la cultura barocca: cresciuta a Roma dove la sua famiglia abitava Palazzo Corsini, la Schiapparelli è l'ereditiera di quegli artisti italiani di cui imporrà la fantasia in Francia.


E' infatti a Parigi che il suo destino l'attende. Un destino che incontra quasi per caso accompagnando un'amica dal grande sarto Paul Poiret che la incoraggia decidendo cosi il suo futuro. Nel 1927 La Schiapparelli presenta la sua prima collezione di sport wear, ma bisognerà attendere il 1930 per vedere il suo stile evolversi verso questa femminilità conquistatrice e vaporosa che diventerà la sua immagine.


Negli anni 30 la haute couture subisce una continua evoluzione. I sarti, fino ad ora visti e considerati solo come dei fornitori, si ritrovano protagonisti in un Olimpo dei tessuti, in cui dare libero sfogo alle loro creazioni. Non contenta di essersi già creata un nome all'interno di questo Olimpo, la Schiaparelli si assegna un diminutivo: Schiap! Opponendo alla figura del maschiaccio che corre a perdi fiato un'eleganza poetica e divertente. Una donna capricciosa dalla fantasia infallibile: delle aragoste dipinte a mano su della mussola, la prima cerniera utilizzata come accessorio di moda, dei cappelli telescopici, a spirale, a cono di gelato, un berretto in piume rappresentante una gallina addormentata, delle borse a forma di gabbia per uccelli...


Per quanto guardando attentamente i modelli della Schiapparelli ci si accorge, della loro linea fluida che scorre come da una sorgente sul corpo della donna rispettandola. Il giro vita, il petto, e la lunghezza delle gonne saranno sempre al posto giusto.


Chanel, donna d'intuito sopraffino, riconosce nella Schiaparelli la sua più grande rivale. Odiava la Schiaparelli che a sua volta la ricambiava. Mademoiselle non vedeva di buon occhio la rivale straniera che lavorava a due passi da lei all'ombra della colonna di Place Vendome dove si installò nel 1934 per trionfare.


La Schiaparelli firma le sue più belle collezioni tra il 1935 e 1940. Uno scoppio di fuochi d'artificio. Una moltitudine di temi che declina e spinge  all'estremo: Il tema del circo, della Commedia dell' Arte, delle farfalle, dell'astrologia, una linea "cicale", una collezione pagana ispirata al Botticelli e alla nascita di Venere... E' sempre piu facile analizzare una situazione col senno di poi, ma come non notare la correlazione tra l'elettricità nell'aria che precede la guerra e il genio crepitante della Schiaparelli di quell'epoca?


D'altronde è risaputo che non si trova mai tanto a suo agio come nell'effervescenza che precede una sfilata di moda. Ama creare nell'urgenza, inventarsi delle soluzioni all'ultimo minuto, risolvere con un colpo di forbici dei problemi all'apparenza insormontabili, il tutto con l'audacia indomita e gratuita che è l'essenza stessa della haute couture. 


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