Moda e Celebrities: Blogosfere incontra Valentina Micchetti, specializzata in luxury e fashion brands

Valentina Micchetti ha avuto modo di lavorare con grandi brands come Calvin Klein, Emilio Pucci, Dsquared e Replay. Come è cambiato il mondo della moda nel corso degli anni? Su Blogosfere parliamo con lei di Moda e Celebrities.

valentina-michetti-home1.jpg Qualche giorno fa Agi e Ansa ci hanno svelato che Giorgio Armani, Gucci, Dolce & Gabbana sono i brand italiani del lusso più discussi nella blogosfera e sui social media. Inoltre alle sfilate sono ormai presenza fissa le fashion blogger più importanti del panorama internazionale. Come sta cambiando il mondo della moda? E quale percorso è stato fatto negli ultimi decenni? Ne abbiamo parlato con Valentina Micchetti, specializzata in luxury e fashion brands e fondatrice del Fever LA, studio che con base a Los Angeles si occupa di promuovere upcoming e estabilished brands nel mercato a stelle e strisce.


Valentina ha lavorato con Roberto Cavalli e si occupa da sempre di Celebrities e Special events. Ha avuto modo di lavorare con grandi brands come Calvin Klein, Emilio Pucci, Dsquared2 e Replay e upcoming quali Issa London e DonDup e opinion makers come Karla Otto. Il suo percorso lavorativo l'ha portata in contatto con grandi celebrities mondiali come Sharon Stone, Al Gore, Michael Jackson e molti altri. Il suo lavoro consiste nel creare eventi speciali e individuare il connubio perfetto tra Celebrity e Prodotto, creando così un'opportunità di visibilità di quest'ultimo.

Ma come è cambiato il rapporto tra i vip del panorama mondiale e la moda nel corso degli anni?
"A dispetto di quanto possa pensare la gente il rapporto è cambiato tantissimo. Sin dall'inizio c'erano brand che svettavano su tutti, come Armani e Versace. Erano talmente ambiti che le celebrities si avvicinavano per amicizia, prestigio. Era una win-win situation. Era tutto più semplice. Si creava visibilità reciproca. Il gioco era quasi semplice".


"Tutto questo accadeva negli anni '80. I brand venivano costruiti attorno alle star. Se ci pensate Armani è diventato un'icona grazie al film American Gigolo. Versace creò le top model celebrities. Erano una ventina di ragazze che hanno poi scritto la storia della moda. Pensate a Naomi Campbell e Claudia Schiffer, mitizzate, rese famose. Tutto per merito di Versace. Era ovvio che poi loro volessero esser vestite da lui quando venivano fotografate".


E poi?
"Poi le cose sono cambiate. Ora è piu facile che le celebrities ricevano un compenso, perché tutti hanno capito che è utile avere una celebrities nel proprio parterre. In questo caso entra in gioco il nostro ruolo. Persone come me. Noi facciamo la differenza soprattutto per gli stilisti minori. I più grandi hanno contratti con celebrities per tutte le loro linee, anche per profumi o prodotti vari. Gli emergenti e i più piccoli devono faticare per riuscire a fare il grande colpo".


"Inoltre tutte le celebrities hanno capito il loro valore commerciale. Sanno che la visibilità che possono dare può essere un ottimo business".


Quindi entra in gioco chi ha il tuo ruolo?
"Proprio così. Lo stilista mostra interesse verso attori e cantanti. E tu allora vai a sondare: capisci se c'è un approccio amichevole o se serve un cachet. Quando il budget è alto l'operazione interessa un po' a tutti, ma quando non hai molto allora devi lavorare nel modo giusto. E' giusto dire però che quando uno stilista poco conosciuto è bravo prima o poi esplode. Pensiamo a Francesco Scognamiglio con Madonna, l'ha vestita perché ha creato un bel abito. Se non fosse stato bravo, se l'abito non fosse stato davvero stupendo Madonna non l'avrebbe mai voluto indossare".


Le opportunità sono molte?
"La scelta è ampia. Ci sono red carpet, film, fotoshooting. Ormai gli eventi sono tantissimi. Lo spazio di manovra per trovare una celebrities è molto ampio. Quando fai questo lavoro sai chi puoi approcciare immediatamente. Per avere risposte veloci devi muoverti contattando le persone giuste".


Ora hai fondato la Fever LA con due soci...
"Sì, con Francesco Costa e Elisabetta Canalis. E' uno spazio in Melrose Avenue nel quale sviluppiamo un nuovo concetto di comunicazione nella moda. Diamo spazio ai brand che hanno delle potenzialità e li portiamo negli States. Fever LA è uno showroom dove possono entrare solo celebrities e opinion makers, che hanno la possibilita' di vedere in anteprima i prodotti che esponiamo e a loro regaliamo quelli che scelgono. Come detto, l'idea è semplice, ma impegnativa. Le celebrities devono venire e trovare prodotti di qualità. Il concetto è: se scegli qualcosa è perché ti piace e prima o poi la indosserai. I brands di moda spesso omaggiano prodotti ai vip, ma se non sono scelti personalmente non sai mai se piaceranno o meno, Se la taglia è davvero giusta. In questo modo hai la sicurezza che ciò che omaggi sia realmente gradito".


Insomma, il rapporto tra showbiz e moda è cambiato e muta quotidianamente...
"Non si finisce mai di imparare. Forse il bello è anche questo".


Grazie e in bocca al lupo!

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