Party Perrier-Jouët "Le Jardin Secret des Dandies et des Muses" con Eva Riccobono e Matteo Ceccarini

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Sembrava di vivere in un film, alla Galleria Meravigli di Milano, durante la soirée della Maison Perrier-Jouët "Le Jardin Secret des Dandies et des Muses". Una scenografia sorprendente, raffinatamente eccentrica, curata con tenace lievità in ogni dettaglio: a prima vista una riproduzione di un giardino di fine '800 con la sua armonica simmetria, le piante e le aiuole, il viale e gli immancabili gazebo arabescati. Ma poi lentamente si è trasportati in un'atmosfera fiabesca, in una originale visione dell'universo dandy letto in chiave contemporanea.


Uomini e donne eleganti, originali e misteriosi appaiono sulla scena e si muovono in un ambiente irreale, tra stravaganti ficus ricoperti da fiori rari ed inusuali: Celosia, simbolo di bellezza, Protea, definito 'fiore del Sahara', preferito da fate e muse, la Phalaenopsis, pegno d'amore dei dandy per le loro amate, e molte altre specie uniche e simboliche.


I gazebo si animano: lì il ritrattista, là un dandy e una musa, con un elegante cappello Borsalino e la loro "Dandy Bag", colti nel rituale della degustazione dello champagne, e sullo sfondo, nel gazebo decorato con le illustrazioni di Kareem Iliya, il quartetto d'archi Venere si alterna ai fiati Preludium Quartet in un crescendo di grande intensità emotiva. Dalle sonorità classiche fino al ragtime, al blues e al dixieland.

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Eva Riccobono e Matteo Ceccarini sono i sublimi interpreti del dandy e della musa Perrier-Jouët: stravaganti, teatrali e poetici, una coppia intellettualmente vivace, ironica e all'avanguardia. Insieme a loro Filippa Lagerback, Ivan Olita, Chiara Tortorella, Alessandro e Wilma Borghese, Giuseppe Scaraffia, Matteo Thiela, La Pina, Pasquale Di Donato e imprenditori, personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dello show business e del jet set milanese, che hanno interpretato, ognuno giocando con la propria creatività, il dress code: noir extravagant.


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Non potevano mancare Giuseppe Scaraffia, l'esperto dei dandy per antonomasia e l'editore Luca Garavaglia. Protagonista indiscussa la Cuvée Belle Epoque Perrier-Jouët da sempre esaltata dai dandy di tutto il mondo, al punto che Oscar Wilde dalla sua prigione reclamava una bottiglia di Perrier-Jouët 1874.


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La Cuvée Belle Epoque 2002 è stata accompagnata da cioccolatini ideati su misura: una pralina al latte, con ripieno di pasta di nocciola delle Langhe del Piemonte Igp, che lascia un sapore dolce in bocca capace di esaltare le caratteristiche della Cuvée e di sottolinearne l'eccellenza. Un cioccolatino fondente con un ripieno cremoso di pistacchio a creare un legame armonioso con Belle Epoque per un effetto nuovo e sorprendente.

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