Blogosfere Style & Fashion ha visitato la bellissima mostra sulla storia della moda "Moda in Italia 150 anni di eleganza". Qui la foto gallery della mostra a Venaria Reale.
Grazie alla trasferta per andare a scoprire la nuova Lancia Ypsilon Diamond, Blogosfere Style & Fashion ha visitato la bellissima mostra sulla storia della moda italiana in occasione delle celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, nata da un incontro fra Alberto Vanelli, Direttore della Venaria Reale, e Dino Trappetti, Presidente della Fondazione Tirelli Trappetti.
Una grande mostra sulla moda del Belpaese, perché la moda è stata e continua ad essere sicuramente uno degli elementi principali dell'identità dell'Italia contemporanea, simbolo nel mondo della sua creatività, eleganza, stile e superba capacità industriale.
La mostra si dipana come un lungo e affascinante percorso tra storia e immaginario, tra cinema, romanzo e attualità presentando abiti autentici, appartenuti a personaggi storici che con il loro stile hanno segnato il gusto di un'epoca (come Gabriele d'Annunzio e le regine d'Italia, Eleonora Duse e Lina Cavalieri), ma anche celebri abiti di scena come le splendide creazioni di Piero Tosi per il genio di Luchino Visconti (il bianco abito da ballo di Angelica ne Il Gattopardo, interpretata da Claudia Cardinale, quello della tragica Livia Serpieri di Senso, cui diede volto Alida Valli, e le vesti di Silvana Mangano per Morte a Venezia); il celebre e discusso "pretino" pensato dalle sorelle Fontana per Ava Gardner e poi reinterpretato da Piero Gherardi per l'Anita Ekberg de La dolce vita; le scarpe realizzate da Ferragamo per Marilyn Monroe.
I quasi 200 abiti esposti raccontano la storia della moda in Italia dal 1861 ad oggi, anche se solo dal secondo dopoguerra si può parlare di "moda italiana" vera e propria, capace di coniugare antica tradizione artigianale e moderna industria.
La prima sezione concerne il periodo compreso dalla nascita dello Stato unitario a quella della moda italiana ed è messa in scena da Gabriella Pescucci, costumista cinematografica e premio Oscar, che ha attinto a piene mani da quel cilindro fantastico che è la collezione Tirelli Trappetti di Roma.
La sezione è a sua volta idealmente divisa in due parti. La prima occupa l'intero primo piano della mostra e racconta la moda durante il Regno d'Italia (1861-1946): si tratta di una moda di alta qualità, ma non ancora configurata con un carattere identitario nazionale.
Atelier e sartorie della penisola continuavano, infatti, a ispirarsi soprattutto alla Francia: ciò nonostante, diversi furono gli approcci per gettare le basi per una moda italiana, come viene messo in risalto dalla mostra. La seconda parte narra, invece, gli anni Cinquanta e Sessanta, quando si assiste finalmente alla nascita e all'affermarsi di una "moda italiana". La Repubblica ha avuto nella moda uno dei suoi elementi identitari, un elemento di rilancio e riscatto dell'Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale.
La sezione si apre, quindi, con un abito da sera probabilmente appartenuto alla contessa di Castiglione per approdare agli abiti di Pucci e delle sorelle Fontana, in quella che fu la gloriosa stagione della haute couture degli anni Sessanta: un avvincente viaggio sull'evolversi del gusto e dello stile, soprattutto femminile, con continui cambiamenti e ripensamenti: i volumi si ampliano o si assottigliano sul corpo, il focus si sposta dal seno al punto vita, all'imbottitura del pouf posteriore, mutano le altezze degli orli, sbocciano i décolletés, si alternano busti, corsetti, strascichi... Una variazione perenne, pur con linee di continuità, che conduce nel tempo alla comparsa di veri e propri atelier nazionali in luogo delle vecchie sartorie locali.
La seconda sezione va dagli anni Settanta del Novecento ai giorni nostri ed è il frutto delle scelte e del gusto di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia. Si tratta degli anni cruciali in cui nasce e si impone in tutto il mondo il fenomeno dell'Italian style e del Made in Italy che ha modificato fortemente l'immagine del Belpaese e ha reso la moda uno dei principali comparti dell'economia italiana.
La sezione si sviluppa dunque dalla svolta degli anni Settanta spingendosi fino ai giorni nostri con le nuove generazioni di stilisti: il percorso inizia all'indomani dell'esplosiva spinta dinamica e dialettica impressa dal '68 che aveva consentito il ribaltamento di codici e certezze anche in fatto di stile e gusto del vestire che sembravano prima di allora inscalfibili, continuando col prêt-à-porter degli anni Ottanta per arrivare fino a oggi tra spinte contrastanti di opulenza e minimalismo, mentre nel frattempo la moda diventa un fenomeno prettamente italiano e industriale caratterizzato dalla flessibilità applicata all'inventiva, alla serialità e appunto all'industria.
Presenti ovviamente nella sezione tutti i grandi protagonisti dell'Italian style come Walter Albini, Giorgio Armani, Valentino, Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Krizia, Franco Moschino, Dolce&Gabbana, Gucci, Salvatore Ferragamo, Fendi, Blumarine, Roberto Cavalli, Miuccia Prada, Alberta Ferretti e Max Mara per citarne alcuni. Le opere sono rappresentate nello spazio dell'antico Teatro delle Commedie della Reggia appena recuperato, trasformato in ambiente monocromatico e monomaterico, ispirato alle geometrie delle passerelle.
credit image by Caterina Di Iorgi
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alle 22:56
daniela
Buonasera Caterina. vorrei chiederti il permesso di utilizzare alcune tue foto per raccontare la mostra in un post sul mio blog, ovviamente citandoti come fonte. Aspetto tue notizie. Grazie e a presto
Daniela