Se il suo intento e' sempre stato quello di proporre un punto di osservazione della realta' fuori dagli schemi, oggi l'inappagabile desiderio di provocazione si sposta anche sulla pellicola del grande schermo.
La scelta sembra piu' che mai appropriata: "Scusa ma ti chiamo amore", il nuovo film di Federico Moccia con Raoul Bova e Michela Quattrociocche, che ancor prima di arrivare nelle sale, ha suscitato qualche polemica. E' stato definito diseducativo in quanto racconta la storia sentimentale tra un uomo di 37 anni e una ragazza di 17.
Il direttore marketing di Elemento non Valido dichiara: «Per noi non si e' trattato di una sponsorizzazione, non e' solamente una strategia di comunicazione. Quando un'azienda si avvicina al cinema le ragioni non possono essere solo di natura economica. Prima di ogni altra cosa e' necessario condividere la prospettiva offerta dal regista, e il nostro brand la condivide perche' la storia e' stata raccontata in modo pulito e romantico; chi sostiene il contrario fa solo moralismo. La societa' evolve e cosi' le relazioni interpersonali: il cambiamento e' inevitabile. Creare consapevolezza attorno ad un fenomeno significa permettere al pubblico di toccarne la totalita' degli aspetti. Conoscenza e' libertà decisionale. Il rischio di pensare e' proprio questo.»
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