Si è conclusa la settimana della moda milanese! Nonostante le aspre le critiche che ci rivolge il New York Times, che giudica il "mood" italiano basso e volgare (testualmente da "zoccole"), quello che emerge dallo stile di queste ultime sfilate e collezioni è che il trend della moda italica non manca di creatività e stile.
Di sicuro il NY Times mescola critiche e spara giudizi a zero, è vero che (lo abbiamo scritto più volte) ormai la moda (in particolare quella italiana) resta "in-gessata" su certi stereotipi, su un concetto di estetica classica e un valore dell'eleganza che di certo non sprizza per freschezza e innovazione, ma da qui all'omologazione radicale e dal definire le collezioni degli stilisti nostrani "da puttana" ce ne passa!
Di certo, il fenomeno Dolce & Gabbana, a nostro avviso, ha inciso di molto su quell'articolo... e anche noi non ci siamo andati leggeri, la linea di comunicazione del brand tra il trash e la provocazione di certo non rimanda alla classe, ma ad una volgarità patinata fatta apposta per "far parlare di sè" ed è inutile scomodare icone del pensiero e dell'arte come Pasolini, De Sade o Fellini, Dolce & Gabbana decidono volontariamente di scadere nel basso, piuttosto che puntare all'alto. Invece di creare pensano bene sia meglio ri-adattare la filosofia del boudoir sadiano, non dicono nulla di nuovo...
Intanto visto il gran clamore di questi giorni, Dolce & Gabbana hanno ritirato la campagna pubblicitaria spagnola, potere dei media? Mah!
Su una cosa ci sentiamo però di dar ragione al NY Times, in Italia i giovani creativi dagli stilisti ai designer non hanno spazio (e quando ce l'hanno è proprio piccolo), e anche Anne Wintour (gotha assoluto della moda), direttrice di Vogue America, è severa contro l'immobilismo della Camera della Moda e per quanto lei sia "quel diavolo che veste Prada" non possiamo darle torto, mentre in America e in Europa si vedono emergere nuovi designer e stilisti, qui lo strapotere dei Big della moda assorbe e fagocita tutta l'economia.
Forse i grandi stilisti invece di rispondere "piccati" sul concetto generale di volgarità, dovrebbero farsi un bel "bagno di umiltà" e dare spazio a quei giovani che sono il futuro della moda...
Che la moda poi viaggi tra fetish e volgarità ribadiamo non è una novità... forse quello che si può dire è che è tutta una questione "di gusto!" E che si comprano pezzi classici (vintage e storici di certi brand) piuttosto che "osare" sulle ultime eccessive novità proposte alle sfilate di moda!
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