Musa del punk, emblema della trasgressione, ideatrice della commistione di stili, ecco la donna che per anni ha sfidato (e vinto) l'establishment, con la sua moda, sapientemente miscelata, che da oltre 30 anni, ridisegna e crea non solo abiti, ma dei veri e propri "modi d'essere".
Siamo nel 1971, al 430 di King's Road, Vivienne fonda con Malcom McLauren, il negozio simbolo del punk inglese: "Let it Rock".
Agli inizi degli anni '70 gli hippie si erano schierati contro il conformismo rigido degli inglesi, e proprio da loro provenivano le notizie su ciò che accadeva nel resto del mondo, il momento era caldo, si era pronti per un nuovo linguaggio, che non fosse più quello dei "figli dei fiori", ma che riflettesse una nuova forma di ribellione.
La genesi complessa del movimento e del fenomeno punk va letta, infatti, anche nel contesto economico e soprattutto sociopolitico dell'Inghilterra degli anni 70. Il Punk era una reazione forte contro le vecchie generazioni, considerate oppressive ed antiquate.
La Westwood contribuì alla nascita di un'estetica che porta uno stile subculturale a diventare un fenomeno estetico in buona parte del mondo. Tuttavia, sarebbe semplicistico sostenere che solo la Westwood ed il suo socio di una volta -Malcolm McClaren -erano gli unici responsabili della creazione dello stile punk, benchè molto del loro lavoro si concentrasse proprio sull'energia e le tendenze iconoclastiche del movimento.
Agli inizi degli anni 70, la situazione socioeconomica di New York City non era migliore e/o diversa da quella di Londra. I gruppi rock newyorkesi stavano reinventando la musica e lo stile era una netta protesta contro la mentalità imperante ed elitaria. Questi gruppi, come i New York Dolls e il performer Richard Hell stavano rompendo le barriere nel malfamato e storico club del proto-punk, Max. Hell poi era ben noto per le sue liriche nichiliste e per l'uso di T-shirts strappate che si faceva da solo e riportavano scritte slogan come "Please Kill Me". La fanzine originale del movimento: PUNK, è stata pubblicato a New York City ed è per la prima volta che si usa il termine Punk.
Il boyfriend della Westwood, Malcolm McLaren viveva a New York in quel periodo e ha preso questa nuova e radicale estetica e l'ha portata a Londra, dove ha aperto lo storico negozio con Vivienne Westwood.
Westwood era una maestra senza precedenza e nel sodalizio con McLaren ha reso manifesta la loro visione unita del punk attraverso le sue creazioni. La Westwood, infatti, disegnava vestiti prima ancora che aprissero il loro primo negozio Let It Rock nel 1971.
Ed è allora, che la Westwood, con il fidanzato Malcom McLaren (che poi divenne il manager dei Sex Pistols), irrompono sulla scena londinese, presentando uno stile liberamente ispirato al rock&roll degli anni '50, alla subcultura dei teddy boy.
Nel 1972, hanno cambiato nome al negozio Too Fast to Live, Too Young to Die e cambiano totalmente il focus per dare risalto allo stile rocker -biker dell'attore Marlon Brando.
Nel 1974 ne cambiano nuovamente il nome per riflettere le nuove tattiche di McLaren, questo volta SEX, in cui vendevano i vestiti ispirati al sado-masochismo,con accessori sadomaso, lacci, spille da balia, lamette, catene di bicicletta e collari a punte metalliche. Accostando a questi accessori inusuali classici e tradizionali elementi dello stile britannico, come il tessuto tartan, il risultato complessivo diventava ancora più sconvolgente.
La moda Punk si può pensare come una "decostruzione", come una "cultura del rifiuto/rifiuti", un po' come il movimento Dada aveva provato a distruggere l'istituzione dell'arte, in tal modo i punks hanno sempre spinto sulla distruzione dell'istituzione stessa del concetto di fashion.
Lo sguardo del punk è associato con vestiti che sono stati distrutti, o che sono stati rimessi insieme: l'interno rivolto verso l'esterno, non finiti, o deteriorati. Il Punk era una manifestazione iniziale del concetto stesso di Decostruzionismo, che è un componente importante dello stile postmoderno del tardo ventesimo-secolo e continua ad essere visto nel lavoro degli stilisti contemporanei come Rei Kawakubo e Martin Margiela.
Il loro negozio era il centro della scena del mondo punk, la moda della Westwood era indisponente e si faceva simbolo e mezzo di sovversione, ed è sempre lì a King's Road che crea i pezzi che entreranno nel mito, dei veri e propri oggetti di "culto", come le giacche di pelle nera stettissime, pantaloni con cerniere e borchie, pantaloni a tubo per gli uomini (in lurex) e gli abiti di gomma.
La moda di Vivienne Westwood è una miscellanea di suggestioni di vario tipo, dal sadomaso, alle decorazioni naziste, fino ai vestiti che ricordano lo stile delle infermiere. Ogni abito è come un gesto politico: ha la funzione di scardinare i tabù e i valori delle vecchie generazioni.
L'atteggiamento di do-it-yourself del punk era un prodotto unico di un periodo storico e socioculturale particolare dopo di che, durante gli anni 80 e gli anni 90, lo stile globale ha continuato a evolversi lungo la stessa traiettoria estetica.
Altri elementi che recentemente sono stati associati con il mood postmoderno includono vestiti e l'uso di un linguaggio figurato che sembrano sporchi, strappati, sfregiati, spettacolari, crudeli, traumatizzati, malati, o alienanti, tutti queste caratteristiche erano qualità attivamente cercate da Vivienne Westwood e dai punks degli anni 70.
La moda della Westwood è perciò radicale, trasforma l'anatonia del corpo, ne ridisegna l'immagine, secondo ciò che vuole esprimere.
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Jazz
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