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A New York una mostra mette in dubbio il mito della bellezza contemporanea

Giovedì 25 Gennaio 2007, 13:18 in W come World Style di
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In un mondo dove chi è più magro ottiene lavoro, dove si sente tantissimo la pressione per apparire ed essere "magri" e in una società che sponsorizza e pubblica immagini di donne e ragazze "sottili", dove proprio quelle immagini si trasformano in modelli di ruolo sociale, dove conta essere sempre più simili alle dive e alle icone della celebrità.

Nella ricerca per emulare e avvicinarsi il più possibile a questo mondo d'immagine, il viaggio della manipolazione dell'immagini "da aggiustare" e la stessa manipolazione del corpo è sempre più ricercata...

Sarà per questo che sono sempre di più le persone che si rivolgono alla chirurgia estetica e che le malattie come l'anoressia e la bulemia sono sempre più diffuse? Sarà perchè sempre più donne si confrontano quotidianamente con "le bellezze" patinate e guardandosi poi vedono nel loro corpo che tutto è sbagliato?

Noi non abbiamo le risposte (e forse anche le nostre domande sono errate), ma vorremmo segnalare una mostra che mira a sollevare proprio questi problemi, una mostra che "mette in dubbio" l'attuale concezione ideale di bellezza e che cerca di esplorare i collegamenti fra la bellezza e la paura di invecchiare, le concezioni e i modi con cui ci si percepisce e ciò che genera e alimenta la volontà di aderire all'ideale presentato dalla società. 

Apre oggi a New York, la mostra, organizzata dal Chelsea Art Museum: Dangerous Beauty, curata da Manom Slome. Una mostra che studia e sfida la società ideale della bellezza e il concetto di corpo creato e sostenuto dal consumismo.

Gli artisti bloccano l'ansia di questa concezione di bellezza e, attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, le installazioni e i video cercano di farci riflettere e su questa zona d'ombra dove il mito della bellezza si scontra con la realtà.

A Parigi, finalmente si è aperto un dialogo in merito ai distrubi alimentari e all'influenza che la moda ha nel proporre un modello di donna troppo magro. Qui il link al post.
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